venerdì 11 aprile 2014

Satyagraha radicale: sabato 12 aprile presidio in piazza Lanza

Sabato 12 aprile dalle 10,30 alle 12,00
presidio - piazza Lanza, Catania
Satyagraha radicale per l’Amnistia e la Giustizia

Rita Bernardini ha ormai raggiunto un mese e mezzo di sciopero della fame 
Carceri - Domani presidio davanti al carcere di piazza Lanza.
Da un mese e mezzo Rita Bernardini è in sciopero della fame per amnistia, indulto e riforma della giustizia.
Tra un mese e mezzo scade l’ultimatum della Corte europea dei Diritti dell’Uomo.
Il 28 maggio scadrà il termine dato, dalla Corte europea dei Diritti dell’Uomo all'Italia, per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario e assicurare negli istituti di pena condizioni di vita non lesive della dignità della persona. Ultimatum contenuto nella sentenza pilota “Torreggiani” con cui la corte di Strasburgo ha condannato lo Stato italiano per violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo che, sotto il titolo “proibizione della tortura”, recita: “nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani e degradanti”.
Le carceri italiane attualmente ospitano 60.167 detenuti in locali adibiti per 43.547 persone. Questi dati - fortemente sollecitati dalla segretaria Rita Bernardini e finalmente resi noti dal Dap lo scorso 2 aprile - tengono conto del fatto che in questo momento, nelle 205 strutture penitenziarie attive sul territorio nazionale, quasi 5000 posti detentivi sono indisponibili per ragioni di inagibilità o per esigenze di ristrutturazione.
A un mese e mezzo dal 28 maggio abbiamo circa 17.000 detenuti in più rispetto ai posti regolamentari effettivamente disponibili. Siamo in una situazione di persistente violazione dei diritti umani. Situazione che non può essere tollerata e che espone il nostro Paese al rischio di pesantissime sanzioni pecuniarie.
Sabato 12 aprile dalle 10,30 alle 12,00 davanti alla casa circondariale di piazza Lanza avrà luogo un presidio a sostegno dell’iniziativa nonviolenta di Rita Bernardini, giunta al 43° giorno di sciopero della fame nell’ambito del Satyagraha radicale per l’Amnistia e la Giustizia.
Insieme a militanti ed esponenti radicali, sarà presente l’avvocato Vito Pirrone, presidente dell’Associazione Nazionale Forense – sezione distrettuale di Catania.
Ti aspettiamo!

venerdì 14 marzo 2014

Finalmente a Catania il Registro delle unioni civili

Anche il Comune di Catania ha istituito il Registro delle unioni civili. E’ successo ieri, 13 marzo 2014, con ventitré voti favorevoli, uno contrario e dieci astenuti su 34 presenti. Trattandosi di un Regolamento era indispensabile la maggioranza assoluta di ventitré, ottenuta stentatamente anche a causa delle assenze dei consiglieri di maggioranza. Assenze rimarcate dall’opposizione, per voce di  Giuseppe Castiglione di Grande Catania che ha lungamente polemizzato all’arrivo del sindaco Bianco intervenuto a sorpresa per incoraggiare l’approvazione del Regolamento.

Tale approvazione infatti è stata un processo lungo ed estenuante. Per arrivare alla votazione l’Assemblea ha attraversato cinque ore di interventi contrastanti, contraddittori e poco tecnici. Non solo, sono serviti due mesi per arrivare in aula. La Delibera è stata approvata dalla Giunta il 23 dicembre 2013, successivamente commissioni e consultazioni si sono susseguite portando a Palazzo degli Elefanti le parti sociali come le associazioni che si battono per i diritti omosessuali, ad esempio l’Arcigay, e i rappresentanti delle diverse Chiese, dalla Valdese alla Comunità di Sant’Egidio.

La spaccatura di fronte quest’atto formale è palesata anche dai pareri espressi dai gruppi consiliari e dalle circoscrizioni. Il X e XI gruppo consiliare ha espresso parere non favorevole e il XII non ha espresso parere. Delle sei municipalità solo tre si sono pronunciate positivamente, la seconda e la sesta si sono astenute e la prima si è dichiarata non favorevole.

L’introduzione del vicesindaco  Marco Consoli, invitava a un “voto di coscienza” non dimenticando di sottolineare il suo essere “cattolico fiero” per rispondere a chi ha definito il Registro delle unioni civili un attacco “al principio legato al valore della famiglia”. Non abbiamo però da lui sentito parole sulla realtà concreta, sul concetto di legame affettivo e su cittadini reali come gli omosessuali.

Nel suo appello, il Sindaco Enzo Bianco, ha definito il Regolamento e il voto favorevole “atto di civiltà”, puntando sul fatto che “quasi 200 città in Italia hanno il Registro delle unioni civili” -centocinquanta in verità- e che Catania non può non rispondere alle indicazioni del Parlamento europeo e della Corte di Cassazione espresse nella primavera del 2012. Anche da lui un accenno alle concrete problematiche che incontrano i conviventi senza possibilità di riconoscimento non è stato fatto.
Momento introduttivo del vicesindaco Consoli, alla sua sinistra il Sindaco intervenuto a sorpresa in aula
“E’ un atto formale che non cambia lo stato delle cose. E’ la richiesta del mondo che cambia. La società ci chiede di adeguarci. Non mi piego alle polemiche, questo Regolamento è necessario alle coppie omosessuali che altrimenti non hanno opportunità di formalizzare il loro rapporto. Sono partito pensando che l’omosessualità fosse una malattia, ho capito che non è così. Non capisco come possa essere visto come attacco alla famiglia. Parliamo del gioco d’azzardo. Quante famiglie ha distrutto?” dichiara Antonino Tringale l’unico consigliere d’opposizione ad aver dato voto favorevole.

Solo qualche eccezione quindi in un dibattito che ha conservato il suo carattere partitico e moralistico trascurando gli aspetti tecnici e l’analisi di ciò che effettivamente conquisteranno le coppie registrandosi come unione civile.

 “ Ho letto il regolamento” ci racconta Giovanni Caloggero ex presidente dell’ArciGay Catania seduto nella tribuna insieme a noi, ai molti compagni di movimento e ai rappresentanti di CataniaBeneComune, “sono sei articoli che di certo non hanno la valenza di un’azione del legislatore nazionale. Mancano aspetti fondanti per una coppia come la reversibilità della pensione, ma ci sono piccoli segnali di apertura importanti, ad esempio l’accesso alle visite in ospedale o in carcere, il diritto ad intervenire e condividere le decisioni sanitarie” . E ancora, accedere ai contributi per l’affitto dell’alloggio, entrare in graduatoria per le assegnazioni delle case popolari, usufruire di agevolazioni di coppia in ambito sportivo. “Resta un riconoscimento formale di grande importanza” soprattutto per le coppie omosessuali conclude Caloggero. 
“Sai che c’è” sorride Luca uno degli attivisti Arcigay in compagnia di un’amica transessuale evidentemente emozionata per l’evento “non so se mai mi registrerò ma so che posso farlo. Già conquistare la libertà di scelta mi riempie di gioia”.

“Assicureremo a tutte le coppie di fatto catanesi conviventi, una volta iscritte nel registro delle unioni civili, il principio di parità nei confronti di quelle sposate, riconoscendo loro gli stessi diritti in materia di sanità e servizi sociali, casa, sport e tempo libero, diritto di cittadinanza e partecipazione” così commenta il risultato il presidente del Consiglio comunale Francesca Raciti.
In realtà non è un grande passo a livello di diritti, lontana la parità con le coppie sposate. E', però, un'apertura nuova e simbolicamente importante soprattutto per le coppie gay.

L'unione civile viene definita "stabile convivenza tra due persone maggiorenni non legate da vincoli matrimoniali ma affettivi o da motivi di reciproca assistenza materiale e morale".
Per chiedere l'iscrizione nel Registro unioni civili bisognerà essere residenti a Catania e abitare insieme da almeno un anno.
M. Daniela Basile
(14 marzo 2014)

lunedì 17 febbraio 2014

Associazione Radicali Catania, esito Assemblea annuale degli iscritti


Si è tenuta ieri l’Assemblea ordinaria dell’associazione Radicali Catania, che ha approvato la mozione politica e ha rinnovato il mandato annuale agli organi.
Luigi Recupero e Zelda Raciti sono stati confermati nella carica, rispettivamente, di segretario e tesoriera dell'associazione.
Fanno parte della Direzione M. Daniela Basile, Stefano Burrello e Gianmarco Ciccarelli (membro di diritto).

Di seguito il testo della mozione.
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L’associazione Radicali Catania riunita in Assemblea ordinaria il 13 febbraio 2014:
  1. ringrazia i militanti, i simpatizzanti e gli oltre mille cittadini che la scorsa estate ai tavoli radicali organizzati nella provincia di Catania hanno sottoscritto i dodici referendum in tema di giustizia, diritti civili, immigrazione, droghe, finanziamenti pubblici ai partiti e alle confessioni religiose, nonché coloro che hanno firmato la proposta di legge d'iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia;
  2. denuncia la gravissima, sistematica e persistente condizione di illegalità dello Stato italiano, pluricondannato in sede europea per la drammatica situazione delle carceri e per i tempi insostenibili della giustizia, e si impegna a proseguire nel sostegno alla lotta nonviolenta di Marco Pannella e dei Radicali per un provvedimento di amnistia e indulto, unica misura capace di abbattere considerevolmente l'enorme mole di procedimenti arretrati e di determinare l'immediata cessazione dei trattamenti inumani e degradanti a cui sono sottoposte ogni giorno migliaia di persone detenute negli istituti di pena del nostro paese;
  3. sostiene la disobbedienza civile di Rita Bernardini, che recentemente ha distribuito ai malati dell'Associazione "LapianTiamo" 120 grammi di marijuana coltivata sul suo terrazzo e si è autodenunciata, con l'obiettivo di assicurare a ciascun malato il pieno ed effettivo esercizio del diritto di potersi curare attraverso l'uso dei derivati della cannabis; saluta con entusiasmo la recente sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità della legge Fini-Giovanardi, ripristinando la precedente legge Jervolino-Vassalli come modificata dal referendum radicale del 1993; individua come fronte d'iniziativa prioritario l'antiproibizionismo sulle droghe e in particolare la legalizzazione/regolamentazione della cannabis, storico obiettivo del movimento radicale, oggi al centro di una profonda e significativa rivalutazione a livello globale;
  4. invita il Consiglio comunale di Catania e l'Amministrazione comunale ad istituire il registro delle unioni civili, il registro del testamento biologico, l'anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, l'anagrafe pubblica dei rifiuti; invita altresi le istituzioni comunali a deliberare la sperimentazione di zone franche urbane dove sia garantito il diritto ad esercitare liberamente la prostituzione e dove il consumo di sostanze sia garantito in condizioni di sicurezza; in caso di inerzia dell'Amministrazione comunale, valuterà la possibilità di presentare petizioni, delibere di iniziativa popolare o altri strumenti di democrazia diretta previsti nello Statuto comunale e nel regolamento comunale sugli istituti di partecipazione;
  5. dà mandato agli organi dirigenti di predisporre le iniziative opportune per supportare gli obiettivi di cui sopra, e conferma la quota associativa annuale minima in euro 25,00.
    Rita Bernardini durante la manifestazione del 9 novembre 2013 in piazza Montecitorio


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lunedì 27 gennaio 2014

25/01/2014- Radicali Catania intervento all'inaugurazione dell'Anno Giud...




L'intervento di Luigi Recupero, segretario ass. Radicali Catania durante la cerimonia di apertura dell'Anno Giudiziario 2014 presso il Palazzo di Giustizia di Catania









CARCERI, Punto d'incontro 23 gen 2014 Telesiciliacolor - Rete8 (+playlist)



Punto d'Incontro del 23 gennaio 2014 - Telesiciliacolor
Tema della puntata: Sovraffollamento delle carceri. 

In studio Armando Algozzino (segr. naz. Uil Pa Penitenziari) e Gianmarco Ciccarelli (Radicali Catania). 
Conduce la giornalista Grazia Sicali